Firenze celebra Gianmaria Potenza con due grandi Mostre

Manifesto MOSTRE FIRENZE

Dal 6 al 29 Aprile 2018 due prestigiose sedi fiorentine celebrano lo scultore veneziano: la storica Accademia delle Arti del Disegno, la più antica Accademia di belle arti del mondo e Villa Finaly, sede dell’Università Sorbonne di Parigi.

Le due Mostre, realizzate con il patrocinio del Comune e della Città Metropolitana di Firenze, della Regione Toscana e grazie alla collaborazione di Blazing Strategies International L.t.d, sono parte di un unico progetto curato da Laura Villani: “Gianmaria Potenza, alfabeti sconosciuti e linguaggi simbolici”. Ciascuna delle due esposizioni propone un’analisi delle opere dell’artista, in grado di fornire ai visitatori gli strumenti necessari per decodificare e carpire i segreti della scultura di Gianmaria Potenza, dell’alfabeto fatto di segni che vanno ad articolare le superfici delle sue opere.

Il percorso espositivo comincia con la mostra “Dan San Marco a San Marco” nelle sale espositive dell’Accademia delle Arti del Disegno, in Piazza San Marco, con le monumentali sculture in bronzo poste nel portico d’entrata ad accogliere i visitatori e che, dalle forme ora architettoniche ora naturalistiche, ricercano un dialogo con lo spazio che le ospita. Il percorso continua all’interno delle sale espositive dell’Accademia, dove ci si confronta con questa costante presenza di simboli che si insinuano anche nelle opere in marmo e in legno.

Si sale poi sulla via Bolognese, al confine con Fiesole, negli spazi incantati di Villa Finaly, con un’esposizione all’insegna della luce: “Dal Giglio di Firenze al Giglio di Francia”. Una selezione di mosaici e incisioni su vetro propone una lettura parallela degli “alfabeti sconosciuti” di Gianmaria Potenza. Se l’alfabeto che increspa le superfici di ogni elemento, anche bidimensionale, talvolta può essere visto come un’interpretazione artistica che l’autore fa del mosaico, dove il segno sostituisce la tessera musiva. Il parco quattrocentesco di Villa Finaly sarà inoltre la location perfetta per leggere l’alfabeto di segni, di luci e di ombre, delle superfici degli animali in bronzo, reinterpretazione dei totem del mondo animale che l’Artista intitola “L’Arca di Potenza”.

In occasione delle due mostre fiorentine, Gianmaria Potenza rende omaggio alla città e alle Istituzioni che lo ospitano, realizzando quattro opere inedite, fiore all’occhiello delle due esposizioni e che ne hanno ispirato i titoli. Due “Elaboratori”- tavole in legno a più spessori – saranno esposti nelle sale dell’Accademia, uno dedicato al leone alato di San Marco ed una dedicata al leone del Marzocco, in un continuo rimando semantico tra il leone che appartiene per la sua decodificazione ad un linguaggio universale, e un’interpretazione artistica personale che sovrappone al simbolo i propri segni. A Villa Finaly saranno invece esposte due “Sculture Trasparenti”, come Potenza chiama le sue incisioni a mola su lastre di cristallo industriale, una dedicata al giglio simbolo di Firenze da quasi mille anni, l’altra al giglio francese, simbolo della regalità di Francia e che lega le due città poiché il simbolo con i tre gigli fu donato nel 1465 da re Luigi XI a Piero de’ Medici che lo inserì nel proprio stemma.