GIANMARIA POTENZA ALLO SPAZIO THETIS DI VENEZIA

Cavallo Rosso con Puledro Nero - Dettaglio

GIANMARIA POTENZA

PARTECIPA ALLA MOSTRA INTERNAZIONALE

FRIENDS

 17/04 – 24/11

SPAZIO THETIS

ARSENALE NOVISSIMO VENEZIA

Tutti i giorni 10.00 – 18.00

In vaporetto linee 4.1-4.2 /5.1-5.2

Fermata Bacini

 

OPENING

17/04

ore 17.00

 

con l’opera

CAVALLO ROSSO CON PULEDRO NERO

Acciaio

199x65x120 cm

Venezia, 2017

 

Gianmaria Potenza partecipa alla mostra internazionale FRIENDS, con l’opera “Cavallo Rosso con Puledro Nero” (2017). La scultura, in acciaio verniciato a fuoco, sarà esposta insieme alle opere di Beverly Pepper, Michelangelo Pistoletto e Pinuccio Sciola, già parte della collezione permanente di Spazio Thetis, e insieme con altri 26 grandi nomi dell’arte nazionale e internazionale.

 

L’opera sarà installata negli spazi del vasto giardino ubicato nell’Arsenale Nord, uno dei luoghi più affascinanti della Città d’acqua che nel periodo della Biennale Arti Visive è, insieme ai Giardini di Castello, il centro nevralgico della vita culturale della Città. La mostra verrà inaugurata Mercoledì 17 aprile dalle ore 17.00 e sarà visitabile fino al 24 Novembre 2019.

 

La collettiva, che nasce dalla volontà di osservare la realtà da più punti di vista, si concentra su lavori che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti, invitando a nuove letture, a tenere in considerazione nozioni apparentemente contraddittorie e incompatibili e a destreggiarsi fra modi diversi di interpretare il mondo che ci circonda.

 

Cavallo Rosso con Puledro Nero riprende un soggetto già trattato dall’artista nel 2009 nell’opera La Torre di Cavalli. Quest’ultima, realizzata in bronzo, è parte della serie di sculture ispirate agli animali, raccolte sotto il nome “L’Arca di Potenza”. I cavalli che, posti l’uno sopra l’altro, compongono la Torre, sono rappresentati dall’artista con tratti stilizzati, asciutti, come in tensione.

In Cavallo Rosso con Puledro Nero, Potenza mantiene questa visione, portandola all’estremo. Come nata da un gesto spontaneo primordiale, l’opera sembra quasi un antico disegno rupestre o un bronzetto nuragico.

La costante presenza di segni geometrici elementari e l’uso del rosso segnali, aggiungono ulteriori livelli di indagine dell’opera. In primo luogo, l’uso di un rosso forte e acceso testimonia il ritorno al colore di Gianmaria Potenza, che porta la sua ricerca artistica a esiti più giocosi e pop.

Infine, le geometrie che rendono inconfondibile il linguaggio usato sulle superfici delle sue opere, appaiono qui fortemente ridotte di numero e rese più evidenti, poste in scala maggiore. Non più solo linguaggio, entrano con forza nella ricerca formale dell’opera.